Quando il Papa si ritira per deliberare.
“Sono profondamente spiaciuto per la pena e la sofferenza che le vittime hanno sopportato, i responsabili di questi mali devono essere condotti in tribunale”. Questa la posizione di Papa Ratzinger in merito alle vicende di religiosi pedofili, episodi non troppo rari nella cronaca del nostro paese e nel resto del mondo. Schierarsi
dalla parte delle vittime è il minimo; la violenza sessuale su un minore è il peggiore dei crimini che un uomo possa commettere. E allora perchè toccare certi argomenti dinanzi a un pubblico così numeroso in una importante occasione come la giornata mondiale della gioventù? Non sarebbero concetti così fondamentali da non meritare un’isolata e semplice considerazione? Eppure si sa, il copione del Papa non è di certo scritto a vanvera. A farmi riflettere è la volontà da parte di Ratzinger che questi pedofili siano condotti in tribunale, questa affermazione suona come un’eccezione alla regola. E’ infatti risaputo il comportamento della chiesa in episodi di pedofilia, è stato ampiamente dimostrato da fatti di cronaca ed indagini. Se ci si reca da un sacerdote per chiedere consiglio su come muoversi in merito ad una violenza da parte di un religioso, con molta probabilità verrà scartata a priori l’ipotesi di una denuncia alle forze dell’ordine, non si sa bene per quale motivo. Forse perchè, anche se pedofilo, un sacerdote riveste una carica che lo eleva socialmente al di sopra di un comune cittadino? Forse per non aggravare la pessima reputazione che il clero ha agli occhi di molti? Tempo fa a “Le Iene” è stato fatto un esperimento recandosi da diversi parroci, per denunciare un ipotetico abuso sessuale su un figlio da parte del prete della propria parrocchia. Soltanto un sacerdote su tutti quelli interrogati ha consigliato di rivolgersi alle forze dell’ordine. Tutti gli altri solo a sentir nominare polizia o carabinieri hanno esclamato il proprio disappunto, affermando che un prete è anch’esso peccatore e può sbagliare, ma non per questo lo si deve mettere alla pubblica gogna. Il consiglio principale, da parte di tutti, è stato di rivolgersi a chi nella gerarchia ecclesiastica sta al di sopra di quel sacerdote, per richiamare così il colpevole ed eventualmente trasferirlo in una parrocchia povera di bambini.
Tutto questo è semplicemente vergognoso. Secondo queste assurde teorie dei religiosi interpellati, se una madre scoprisse che il proprio figlio è molestato da un maestro dovrebbe rivolgersi al preside per farlo richiamare. Niente denunce e pubblicità negativa, ne andrebbe del buon nome della scuola. E’ assurdo. Ecco quindi che la frase di Ratzinger suona come un’eccezione alla regola, forse perchè il problema pare aggravarsi di giorno in giorno. Le affermazioni del Papa sottolineano la forte influenza che il vaticano ha sul governo italiano. I vertici di un movimento religioso che danno il benestare all’applicazione della legge? Ed il nostro è uno stato laico? Tutto questo fa sì che un italiano si debba vergognare in quanto tale.
Giuse Rossetti


Non ho capito il punto: sto papa che deve fare, schierarsi contro, a favore, o non dire niente?
Questo Papa dovrebbe chiedere scusa per l’omertà che il Vaticano ha da sempre imposto su fatti del genere. In alternativa sì, non dire niente a questo punto potrebbe anche essere una soluzione più costruttiva.
… è per questo che io ritengo la chiesa una setta…una mafia “in buona fede”, non ci siamo. Ciao Gius!
Ciao Biondo.
Setta, già, un termine adatto.