OMOSESSUALITA’: e quindi?

L’omosessualità è uno dei tabù più resistenti della storia. La nostra epoca è fatta di nuove persone con un nuovo modo di porsi e di ragionare, crollano infatti di giorno in giorno alcune delle barriere mentali che soltanto una ventina d’anni fa sembravano ancora ostacoli insormontabili. Basti pensare che negli anni ottanta non erano troppo isolati gli episodi di lamentele da parte di un bianco perchè sull’autobus prendeva posto qualcuno col colore della pelle diverso dal suo. Al giorno d’oggi per un atto del genere si rischia il carcere. La società è infatti composta da persone in grado di convivere in armonia malgrado le innumerevoli differenze fra gli individui che la compongono, o almeno ci si impegna a fare in modo che così sia. Eppure l’omosessualità non trova un suo spazio adeguato, troppe persone sono ancora costrette a subire discriminazioni senza uno straccio di colpa. Ricordo un discorso del grande de Andrè durante il suo ultimo memorabile concerto. Ha parlato (con la consueta disarmante profondità ed obiettività) delle varie minoranze ancora presenti al mondo. Fra le tante, ha speso una frase per gli omosessuali: ”Oggi, almeno in Europa, si può essere semplicemente sè stessi senza più bisogno di vergognarsene”. Più che come un’affermazione avevo inteso questo suo pensiero come un auspicio, per il semplice fatto che è sì possibile essere sè stessi senza più vergognarsene, ma la società è ancora lì ferma con il dito puntato. Pochi giorni fa mi è giunta notizia di due uomini che sono stati cacciati da un ristorante fra le grida dei presenti e del gestore, e per quale insopportabile crimine? Beh, si sono scambiati un bacio. Ecco, io non mi sento tutta questa grande bontà nelle vene, ma personalmente mi sembra un atto assolutamente vergognoso cacciare ed insultare due persone per una cosa del genere. Anche la posizione della chiesa nei confronti degli omosessuali mi sembra vergognosa. Secondo alcuni vescovi and company un omosessuale è una persona malata da curare, un essere vivente malriuscito o allevato male. Quindi si domenticano i precetti del cristianesimo da loro sponsorizzato, ossia l’amore per il prossimo in primis, ma anche la comprensione. In questo pensiero della chiesa non trovo minima traccia di amore o comprensione. Un uomo può benissimo innamorarsi di un uomo, come una donna di una donna. Altro non è che un sentimento, tale e quale a quello degli eterossessuali. E fin qui il discorso starebbe in piedi, non fosse però messo in discussione da quella parte di società che dice ”è innaturale l’omosessualità, perchè un uomo è nato per accoppiarsi con una donna e procreare”. L’uomo non è venuto al mondo con l’unico scopo di procreare, anzi, l’uomo vive soprattutto per amare. L’intera razza umana vive per amare. Additare gli omosessuali solo perchè incapaci di generare vita attraverso due sessi uguali… Beh, mi sembra una mezza giustificazione alle proprie vedute arcaiche. Sono portato a pensare che la discriminazione nasca da qualcosa di estremamente più semplice: il timore. Da quando l’uomo ha messo piede sulla terra teme tutto ciò che non sa comprendere, tutto ciò che non sa spiegare. Ed è tutta qui la questione. Un po’ mi viene da ridere su questo timore, perchè fra due uomini o due donne che si amano non c’è nulla da comprendere o spiegare: è soltanto amore. Magari gli inquisitori di turno si chiedono quale immoralità ci sia dietro a questo amore malsano, chissà cosa succede, chissà come si accoppiano, chissà cosa fanno nel privato. Una risposta esauriente? Le stesse cose che fa una coppia eterossessuale, ovviamente adattate ai ”limiti” più che scontati che si hanno con due corpi simili in tutto e per tutto. Sarebbe cosa intelligente fermarsi per un attimo a riflettere, siamo sempre così tanto di fretta… Vorrei che a farsi un esame di coscienza fossero tutte quelle persone pronte a schifarsi ma incapaci di spiegare le radici del loro schifo. Tutto qui.
Giuse Rossetti
~ di giuserossetti su Aprile 14, 2008.
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Sarò incoerente, ma se a livello sociale sono del parere che l’omosessualità non sia un fatto di cui vergognarsi, non credo neppure sia necessario sbandierarlo tanto ai 4 venti… Mi dà fastidio? No. Non più di quanto darei fastidio io se andassi in giro con una maglietta con su una donna nuda con sopra scritto “I like big boobs and I cannot lie” (Mi piacciono le tettone e non posso mentire).
Dibattuta è anche la possibilità di adottare… Come al solito, mi reputo un uomo di scienza e come tale penso si debbano condurre degli studi OGGETTIVI IL PIÙ POSIBILE su quanto un ragazzo o una ragazza risentirebbero dell’assenza di un padre o una madre in senso stretto…
Le libertà sono il prius, ma se urtano quele altrui diventano un minus…
Per il resto, Dio benedica l’articolo 3 Cost. che sancisce il principio di eguaglianza…
AGGIUNGO UNA “S” a “POSIBILE!!!”
Sì, Romero, quando si sbandiera il proprio modo di essere come se fosse una marca pregiata mi sento infastidito, perchè trasformi una presa di posizione in uno spot dichiarando tu stesso di essere diverso. Di conseguenza in questi casi nasce un buffo paradosso.
La possibilità di adottare è terreno delicato, sarei quasi portato a non vederci niente di male, ma questo restando nella mia ottica e parlando col semplice altruismo. Gli studi sarebbero cosa giusta, niente di meglio.
Mi aggiungo ben volentieri al coro che benedice l’articolo 3.