Votare o non votare?

Sono appena tornato dal seggio, ho deciso di rifiutare la scheda. Ormai in rete siamo stati bene o male informati tutti quanti su questa possibilità. Come da istruzioni web ho esibito un documento ed ho fatto vidimare le scartofie, poi ho recitato la frase -rifiuto la scheda perchè nessun partito mi rappresenta-. Beh, è calato un pallido silenzio sui presenti. Trattasi di minuscolo seggio del mio minuscolo paese, e forse anche le vedute dei presenti erano minuscole. Però devo dire che non mi sono sentito osservato come un alieno, ma come una sorta di delinquente intento ad attuare chissà quale piano diabolico. Poco male. Il presidente di seggio ha verbalizzato il mio rifiuto ed ho girato i tacchi sorridente. I partiti da qualche anno a questa parte sembrano impegnati nel raccogliere odio nei propri confronti, ed io sto imparando ad odiarli. Non vedo impegni concreti che vadano oltre al solito misero copione del momento, una vera raccolta di banalità ed utopie da entrambe le parti. Che poi i partiti sono decine, le principali ideologie sono due, e lo scopo uno soltanto: come uno soltanto è appunto il nostro didietro. Sono stanco di una sinistra così poco organizzata, incerta, professionista dell’arrampicata sugli specchi e pronta a tacciare di fascismo qualsiasi segnale da destra, senza nemmeno stare ad ascoltare. Sono stanco della destra, stanco del suo voler apparire e differenziarsi, in un paese dove di diverso non c’è nessuno, specie fra chi si deve impegnare anche l’anima per tirare avanti. E allora scelgo di passare da menefreghista, da qualunquista, da anarchico. Però godo nella soddisfazione di sentirmi in regola con la mia coscienza, difatti non è solo una prassi dichiararsi non rappresentati dalle fazioni a disposizione, io mi sento davvero così. Non andare a votare non mi sembrava giusto, anche se molti credono che non andare a votare e rifiutare la scheda siano la stessa cosa. Non è affatto così. Buttare in un’urna una scheda bianca? Neppure, sarebbe poi un voto in più al vincitore. Quindi esercitare il rifiuto mi è sembrata la scelta più adatta al mio pensiero.

Giuse Rossetti

~ di giuserossetti su Aprile 13, 2008.

2 Risposte to “Votare o non votare?”

  1. ..volevo chiederti…..ma chi e’,adesso, il tuo nuovo presidente del consiglio ?

    ..in nome della propria coscienza a posto
    tu e chi non ha votato
    avete ridato l’italia…UN’ALTRA VOLTA in mano…al peggio.

    NON ERA IL MOMENTO DI FARE I DIFFICILI.

    ben vi sta…..a meno che PER TE …quello non E’ IL PEGGIO

    allora coplimenti…AVETE VINTO LE ELEZIONI

  2. Permettimi di correggerti. Tra non votare e rifiutare la scheda (come ho fatto io) c’è una differenza sostanziale. Chi non ha votato lasciando bianca la scheda o invalidandola con scritte ha trasmesso il proprio voto alla fazione in testa, chi invece (come me) ha rifiutato la scheda, non ha assolutamente dato il proprio voto. Quindi non ho dato in mano l’Italia proprio a nessuno, se il nuovo presidente del consiglio non ti va a genio devi rivolgerti alla maggioranza degli italiani che lo hanno votato. Soltanto a loro.

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