Violenza carnale ed aborto.

Prima di tutto ricorda cos’è la superbia, punita dal tuo Dio, quindi faresti meglio a non esordire in un messaggio con un ”vedo molto meglio io la realtà di tutti voi!”, ha un sapore vagamente incoerente con la tua fede. Ho visto alcune tue frasi nel blog sull’aborto che mi hanno fatto rabbrividire, inteso come estrema sensazione compassionevole nei tuoi confronti.
Premetto che io sono cresciuto a stretto contatto con una comunità cistercense, coltivando profonde amicizie con questi frati, in particolar modo con uno di loro (e non faccio nomi in quanto lui qui virtualmente assente) che è fra i massimi esponenti del teologismo mondiale da quarant’anni a questa parte. Tutto ciò mi ha permesso di conoscere a fondo il discorso religione, e fortunatamente di prenderne in un certo senso le dovute distanze. Distanze da un mondo a lato che, se male interpretato e male gestito, può creare nella psiche umana profonde lacune e spessi pregiudizi insormontabili. E stupidi, insensati. Tutto ciò a discapito della ragione e della facoltà di comprendere la vita e l’uomo nella loro interezza ”non contaminata”.
Quando prendi in considerazione il discorso aborto commetti alcune leggerezze. Tutti noi abbiamo davanti agl’occhi i comportamenti delle ragazze d’oggi (come quelli dei ragazzi), abbigliamento e vizi in primis. Queste sono scelte riguardanti la loro di vita e non spetterebbe a noi giudicarle o metterle sotto accusa. Ma comunque sì, se una donna si veste alla moda del duemila, ossia come una prostituta di trent’anni fa, ha forse qualche possibilità in più di essere stuprata, specie se poi usa ubriacarsi, drogarsi e frequentare luoghi poco raccomandabili. Però da qui a supporre che la colpa dei rispettivi abusi subiti sia quasi la loro ci passano un paio di oceani. Forse tre. Fra le tue righe sull’argomento, la figura dell’uomo delinquente violentatore viene sfiorata rarissimamente, quasi a giustificarlo come un soggetto che, poverino, come poteva resistere a tale tentazione? Questo deriva ovviamente dall’estremismo cattolico in materia di maschilismo. Tu mi insegni che il nono comandamento recita -Non desiderare la donna d’altri-. Questa scelta di menzionare esclusivamente l’uomo come tentato e la donna come tentatrice non è stata data dalla voglia di risparmiare spazio sulle preziose tavole. Bensì, all’epoca delle prime trascrizioni, la donna era appunto qualcosa di molto simile alle scope in saggina per ramazzare le foglie secche nei cortili. Forse però considerata ancora meno. Dal momento che la chiesa non si è mai presa la briga di correggere quella specie di insulto scritto, ha però mutato il parere sulle donne? Mh, direi di no. Lo testimonia il fatto che non più di un secolo fa alle donne era ancora vietato entrare nei luoghi di culto, perchè considerate figlie adottive del diavolo, e tuttora una donna è cristianamente così inferiore all’uomo (sempre secondo la chiesa) tanto da non poter divenire sacerdote e recitare messa. Mi viene dunque da pensare che al giorno d’oggi esistano due grandi specie di donne praticanti: quelle incapaci di alti ragionamenti e quelle masochiste. Non si scappa. Ecco, da tutto ciò si deduce perchè fra le tue possibili alternative all’aborto c’è quella di educare le nostre care figliuole alla castità prematrimoniale e alla pratica della forgiante fede in Dio. Di educare gli stupratori non se ne parla, o almeno è non in secondo piano, forse al quinto. E sta di fatto che un delinquente può benissimo forzare una porta, entrare in casa della più illibata, casta e praticante donna violentandola e mettendola incinta. Qui almeno la colpa sarebbe finalmente da attribuirsi al solo delinquente.
Per quanto riguarda il vero e proprio nocciolo del tema aborto, la cosa si complica. Bisognerebbe una volta per tutte stabilire quali siano le caratteristiche a delimitare differenze tra essere umano, ammasso di cellule in scissione e feto. Di sicuro nei primi giorni dal concepimento non possiamo parlare di feto o essere umano, interrompere una gravidanza in questi tempi equivale a tagliarsi le unghie, difatti la quantità di cellule è praticamente identica. Se già parliamo di settimane la cosa si complica. Ma resta il fatto che una donna debba avere il diritto di assumersi la responsabilità di un potenziale atto così drammatico; vedersi crescere in casa il frutto dei più terribili dei crimini o uccidere un essere vivente. In tutti i modi qui uomini benpensanti, chiesa e donne mai state gravide dovrebbero tenersi a debita distanza dalla sfortunata donna in questione.

Giuse Rossetti

~ di giuserossetti su Aprile 13, 2008.

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